Acquisizione del Linguaggio


Quando inizierà a dire le prime parole?
E’ vero che se ti accorgi di difficoltà ce lo dici per tempo?
Queste sono solo alcune delle domande che amici e parenti neo genitori mi pongono dopo qualche giorno o mese dalla nascita del loro bambino.

Ma come avviene l’acquisizione del linguaggio?
L’acquisizione del linguaggio e delle prime parole è possibile grazie a una continua e reciproca interazione tra i geni, lo sviluppo cerebrale, il corpo, l’ambiente fisico e quello sociale.
Quando si parla di linguaggio ci si riferisce, quindi, a una funzione complessa che è determinata da innumerevoli fattori biologici, cognitivi, relazionali e ambientali.

Quali sono le competenze base dell’acquisizione del linguaggio?
Prima che il bambino inizi a parlare è necessario che alcune capacità non linguistiche siano acquisite e consolidate.
Lo sviluppo del linguaggio è sostenuto e accompagnato da:

  • Attenzione condivisa che consente al bambino di interessarsi allo stesso oggetto verso il quale l’adulto dirige la sua attenzione
  • Associazione di suoni, gesti e significati
  • Imitazione, necessaria per imparare le sequenze complesse dall’adulto (esempio articolazione primi suoni)

Il campo in cui tutto ciò avviene sono gli scambi fortemente contestualizzati e ritualizzati attraverso i quali il bambino impara sia ad attribuire i significati alle parole, alle espressioni e alle azioni, che a produrre segnali verbali e gestuali via via più condivisibili.
Il genitore svolge un ruolo rilevante in questa fase, grazie alla sua capacità di adattarsi al figlio e di fornire descrizioni, espansioni e di dar voce ai primi scambi comunicativi (Baby-talk).

PRIME ESPRESSIONI VERBALI

Tutti i neonati utilizzano il pianto per comunicare i propri bisogni, e ogni madre ascoltandolo riesce a capire le necessità del bambino (la fame, le coliche…).

Quali sono i passi che portano il bambino alla produzione delle prime parole?

3 mesi:

  • I suoni prodotti dal bambino sono più variati e simili alla lingua a cui è esposto
  • Il bambino impara a volgere il capo e gli occhi e a guardare la persona che gli parla
  • Il bambino diventa capace di controllare le proprie produzioni vocali e prova piacere nel riascoltarsi.
    Questo gli permette di allenarsi, riproducendo i modelli degli adulti.

Dai 6 mesi:

  • Maggior controllo della mandibola e della lingua
  • Comparsa del babbling canonico: ripetizione di sillabe composte da una consonante e una vocale (es. “pa-pa-pa”)

Successivamente si assiste alla produzione di stringhe sillabiche più elaborate, caratterizzate dalla variazione della consonante o della vocale (es. “ma-ma-pa”), si parla quindi di babbling variato.

Dai 9-15 mesi:

  • le prime parole convivono con il babbling, e così quasi per magia il “ma-ma-ma” diventa “mamma”

Per un po’ di mesi, fino alla conquista di un vocabolario di 50 parole, il bambino attiva un processo di selezione e adattamento producendo parole costituite da suoni che già appartengono al babbling.
Prima dei due anni si assiste all’esplosione del linguaggio. Da come si può dedurre, si tratta di un incremento sostanziale del numero di parole che il bambino diventa in grado di produrre.

E’ importante sottolineare che ciascun bambino necessita dei suoi tempi e che la variabilità interindividuale è nella norma.
Fare paragoni con amici e fratellini non è corretto e non aiuta a essere realisti.
Qualora vi accorgeste della mancanza delle competenze base del linguaggio o di una non comparsa del babbling entro gli 11 mesi conviene chiedere una consulenza presso un professionista, che potrà chiarire i vostri eventuali dubbi.
La precocità dell’intervento incide notevolmente sul suo esito!


Caselli et al., 2016. Primo Vocabolario del Bambino: Gesti, Parole e Frasi. FrancoAngeli Editore


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