I disturbi dello spettro autistico

2 Aprile “Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo” (WAAD, World Autism Awareness Day)


Nel 2007 l’Assemblea Generale dell’ONU ha istituito per la prima volta tale ricorrenza, al fine di sensibilizzare e richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disturbo dello spettro autistico.

Quando si parla di autismo?

In base a quanto definito dal DSM-5 (“Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali”) è possibile fare diagnosi di Autismo quando la persona presenta:

  • deficit persistente della comunicazione sociale e nell’interazione sociale in molteplici contesti
  • pattern di comportamento, interessi o attività ristretti e ripetitivi

Queste due dimensioni vengono poi integrate con altri specificatori come la presenza o assenza di compromissione intellettiva, di difficoltà del linguaggio, o se vi è un’associazione a problemi del neurosviluppo o condizioni mediche genetiche particolari.
La diagnosi, inoltre, fornisce indicazioni sul livello di gravità, descrivendo 3 stadi differenti (Livello 1 Necessario un supporto; Livello 3 Necessario un supporto molto significativo).

L’intervento logopedico può essere utile nella presa in carico di un bambino/ragazzo con autismo?

Molto frequentemente la presa in carico di un bambino con disturbo dello spettro autistico prevede il coinvolgimento di un’equipe multidisciplinare, al fine di intervenire sinergicamente su più fronti.
L’intervento oltre che individuale, può richiedere l’inserimento in un piccolo gruppo, per favorire il lavoro sulle abilità sociali.
Il logopedista ricopre un ruolo rilevante nel trattamento, proprio perché può lavorare su diverse aree che potrebbero essere compromesse.

Logopedia e Disturbi dello spettro autistico

Quali sono le aree di intervento logopedico?

La presa in carico logopedica può riguardare 4 macro-aree:

  • Comunicazione / linguaggio: per aiutare il bambino a esprimersi, comprendere, parlare, leggere e scrivere. La comunicazione può prevedere l’utilizzo di altri canali al di fuori di quello verbale, sfruttando la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e le abilità del bambino, al fine di garantire a tutti un canale comunicativo funzionale per il soddisfacimento dei propri bisogni e necessità.
  • Abilità sociali: per favorire la prevedibilità delle situazioni e sostenere il bambino nell’interazione e condivisione con l’altro, a partire dal potenziare l’attenzione congiunta fino a condividere giochi, emozioni, dialoghi con altri per arrivare, quando è possibile, a crearsi delle amicizie.
  • Alimentazione: per incoraggiare l’accettazione delle diverse consistenze alimentari, l’introduzione di nuovi cibi in contrapposizione alla selettività alimentare e di potenziare le strutture motorio-prassiche che coinvolgono il distretto della bocca.
  • Comportamento: per migliorare la flessibilità nel passaggio tra un’attività e un’altra (utilizzando spesso supporti visivi per garantire prevedibilità), trovare le motivazioni di alcuni comportamenti stereotipati e ripetitivi con lo scopo di fornire alternative a questi.

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