Strategie comunicative


Il termine strategie comunicative racchiude tutte quelle modalità comunicative e tutti gli strumenti di comunicazione che si possono utilizzare, in modo integrato oppure in modo selettivo per far comprendere o per trasmettere il messaggio.
Si possono individuare:

  • strategie comunicative volte a facilitare la comprensione di quanto viene comunicato dall’interlocutore, alla persona con difficoltà comunicative;
  • strategie comunicative volte a facilitare la produzione di quanto vuole comunicare all’interlocutore la persona con difficoltà comunicative.

Il concetto di strategie comunicative è strettamente correlato a quello di Comunicazione Aumentativa ed Alternativa (CAA).
Lo scopo della CAA è di compensare disabilità comunicative temporanee o permanenti, quindi di fornire alla persona con bisogni comunicativi complessi un’indipendenza comunicativa, per quanto possibile, favorendone la partecipazione nei diversi ambienti di vita.
Il termine “aumentativa” evidenzia come gli strumenti di CAA siano pensati, non a sostituire le modalità di comunicazione già presenti, ma a incrementare la comunicazione naturale attraverso la valorizzazione delle abilità presenti (orali, mimico-gestuali, visive, ecc.).
L’aggettivo “alternativa”, invece sottolinea come la CAA faccia ricorso, nei casi necessari, a modalità e mezzi di comunicazione sostitutivi del linguaggio orale, come ausili, simbologie grafiche, scrittura e gestualità.

Classificazione degli strumenti di CAA

Per ausilio si intende “qualsiasi prodotto (dispositivi, apparecchiature, strumenti, software, etc.) di produzione specializzata o di comune commercio, utilizzato da/per persone con disabilità per finalità di miglioramento della partecipazione, protezione, sostegno, sviluppo, controllo o sostituzione di strutture corporee, funzioni corporee o attività e per prevenzione di menomazioni, limitazioni nelle attività, o ostacoli alla partecipazione” (Classificazione ISO 9999:2011).

Gli strumenti della Comunicazione Aumentativa Alternativa possono essere classificati in tre grandi gruppi: a bassa tecnologia, a media tecnologia e ad alta tecnologia.
Nella prima categoria, quelli a bassa tecnologia (low tech), rientrano gli ausili che non fanno né uso di elettricità, né di dispositivi elettronici. Alcuni esempi possono essere:

  • tavole cartacee (utilizzo di lettere e/o simboli);
  • tavole trasparenti per l’indicazione oculare;
  • lavagne magnetiche;

Il secondo gruppo è costituito da strumenti a media tecnologia, ovvero strumenti informatici e non, nati come comunicatori indipendenti al pc. Tali dispositivi sono caratterizzati da un numero limitato di pulsanti sui quali è possibile applicare un messaggio o una parola scritta o preregistrare un messaggio. Appartengono a questa categoria:

  • sintetizzatori vocali;
  • comunicatori dinamici;
  • comunicatori alfabetici;
  • sensori;
  • sistemi di puntamento a capo;
  • software di comunicazione;
  • sistemi a chiamata (attivazione di allarmi e campanelli)

L’ultima classe è composta dagli strumenti ad alta tecnologia (high tech), che si basano sull’utilizzo di un pc, di un tablet o di uno smartphone con software di comunicazione, uscita in voce e sistemi di input personalizzati e adatti alle difficoltà motorie individuali, come puntatori oculari, pulsanti, tastiere e mouse facilitati. Sono inclusi in quest’ultimo gruppo i sistemi di puntamento oculare (eye tracker) e i sistemi di comunicazione ad interfaccia neurale (Brain Computer Interface -BCI). (Fli Piemonte).


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