Esplorando le funzioni esecutive (Parte 5/5)

L’Inibizione e la Flessibilità cognitiva


L’inibizione

La spiegazione di che cosa sia l’inibizione è intrinseca ai meccanismi relativi all’attenzione selettiva.
Come già spiegato nell’articolo precedente (Attenzione e autoregolazione emotiva), i processi di attenzione selettiva permettono di sopprimere le informazioni non rilevanti, evitando l’interferenza di queste sul compito che stiamo svolgendo.
Dopo aver ribadito tale funzione è possibile comprendere al meglio l’inibizione, che può essere definita come quella funzione cognitiva che consente di sospendere le azioni e le decisioni per un tempo sufficiente ad eseguire compiti cognitivi più complessi.

inibizione

E’ possibile distinguere quattro tipi di inibizione (Nigg, 2000):

  • Inibizione cognitiva: capacità di sopprimere il focus attentivo verso stimoli esterni superflui rispetto al compito che stiamo eseguendo
  • Controllo dell’interferenza: capacità di controllare le informazioni irrilevanti
  • Inibizione oculomotoria: capacità di reprimere i riflessi saccadici (= rapidi movimenti dell’occhio per indirizzare lo sguardo)
  • Inibizione comportamentale: capacità di controllare e contenere le risposte comportamentale inadeguate

La flessibilità cognitiva (shifting)

La flessibilità cognitiva, anche nominata shifting, è la capacità che ci consente di adattarci velocemente a una nuova situazione, valutando le reazioni a stimoli che cambiano costantemente.
In contrapposizione allo shifting troviamo la rigidità cognitiva o comportamentale, che ci impedisce di produrre risposte adeguate ai cambiamenti che abbiamo riscontrato.
Tutti noi abbiamo incontrato, almeno una volta, una persona “troppo rigida”, che di fronte a modifiche o aspetti che esulano dalla sua routine o al piano che aveva ipotizzato, fatica ad adattarsi e a rispondere adeguatamente alle nuove richieste. Queste difficoltà, più o meno rilevanti, ci permettono di vedere che cosa effettivamente sia la flessibilità cognitiva.

flessibilità cognitiva

A cosa serve la flessibilità cognitiva?

Possiamo semplicemente dire che lo shifting è fondamentale per l’adattamento ai diversi contesti di vita.
Tale competenza entra particolarmente in gioco, ad esempio, nella risoluzione dei problemi, in parte già affrontata quando parlavamo di pianificazione (La pianificazione e la categorizzazione).

In questi compiti, dopo aver scomposto il piano di azione in diverse fasi, risulta necessario formulare una strategia, organizzare le diverse informazioni, controllare il processo di soluzione e valutarne l’efficacia.
Se nel corso di uno di questi passaggi, però, emergessero dei cambiamenti o dei nuovi stimoli da considerare, risulta fondamentale essere in grado di mutare le proprie strategie al fine di poter ottenere una risposta funzionale alla risoluzione del problema.
Il cambio di strategia e di comportamento è possibile grazie alla flessibilità cognitiva.


Marotta L. e Varvara P.,(2013) “Funzioni esecutive nei dsa- disturbo di lettura: valutazione e intervento”, Ed. Erickson


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