Esplorando le funzioni esecutive (Parte 3/5)

Memoria di lavoro


Grazie alla memoria siamo in grado di immagazzinare e recuperare varie informazioni provenienti da diversi input.
Esistono diversi tipi di memoria. Il nostro cervello, ad esempio, possiede due differenti magazzini, la Memoria a Breve Termine (MBT), limitata a pochi elementi, più rapida e di veloce decadimento e la Memoria a Lungo Termine (MLT), praticamente infinita, lenta e di decadimento variabile.

Ma che cos’è la memoria di lavoro?

La memoria di lavoro (ML) o Working Memory è un sistema mnesico che possiede una capacità limitata e che è in grado di immagazzinare per un tempo circoscritto informazioni che necessitano una successiva manipolazione.
La presenza della parola lavoro nel nome ci deve portare a pensare che questa memoria non costituisce un vero e proprio magazzino passivo, nel quale stipare le informazioni, ma piuttosto un meccanismo attivo che si caratterizza di diverse sottocomponenti, necessarie per una rielaborazione del materiale.
In sintesi, ciò che viene temporaneamente immagazzinato subirà dei processi di elaborazione e di manipolazione al fine di permette alla nostra mente di tenere gli elementi necessari per l’esecuzione di un compito, mentre lo stiamo eseguendo.

Quali sono le sottocomponenti della Memoria di Lavoro?

Secondo il modello cognitivo di Baddley (2000) la Working Memory si articola in:

  • Esecutivo Centrale: funziona come un computer, un elaboratore centrale, con una capacità limitata nel processare le informazioni e nel controllare e regolare i processi cognitivi.
  • Taccuino visuo-spaziale: incaricato di processare e mantenere materiale di tipo visivo e spaziale.
  • Loop fonologico: specializzato nel mantenimento temporaneo di materiale verbale.
  • Buffer episodico: agisce direttamente sotto il controllo dell’Esecutivo Centrale con l’obiettivo di integrare e mantenere le informazioni provenienti dagli altri due sistemi, creare collegamenti e costruire episodi integrati.
memoria di lavoro

La Memoria di Lavoro non è molto lontana dalla nostra quotidianità, anzi, nel nostro vivere ricorriamo al suo impiego molteplici volte, basti pensare a quando vogliamo eseguire un’operazione a mente, o quando vogliamo ricordarci un numero di telefono prima di poterlo scrivere oppure quando stiamo prendendo appunti.


Marotta L. e Varvara P.,(2013) “Funzioni esecutive nei dsa- disturbo di lettura: valutazione e intervento”, Ed. Erickson


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