La disortografia


La disortografia consiste nella difficoltà a tradurre in modo corretto i suoni nei rispettivi simboli grafici.

Per i bambini disortografici scrivere è più complicato del dovuto e i loro quaderni si caratterizzano di numerosi errori.
Pensare di eseguire un dettato o di redigere un tema può essere causa di forti mal di pancia e mal di testa.
Come già trattato nell’articolo “Disturbi Specifici dell’Apprendimento” la disortografia rientra a tutti gli effetti in questa categoria.

CLASSIFICAZIONE DELLA DISORTOGRAFIA

  • Disortografia fonologica: errori e omissioni nella scelta dei fonemi da realizzare, spesso scambio di suoni simili (es. faso per vaso). Caratterizzata da difficoltà nella scrittura di non parole e di parole sconosciute, di cui non si conosce la forma lessicale.
    Sovente è determinata da difficoltà nel processo di conversione fonema-grafema (suono-segno).
  • Disortografia superficiale: difficoltà nella scrittura di parole irregolari, e confusione di parole omofone non omografe (l’una/luna), date da un disturbo nella componente ortografica.
  • Disortografia mista: deficit nella scrittura di parole irregolari e di non parole. La scrittura di parole regolari risulta preservata.
  • Disortografia indifferenziata: le difficoltà riguardano la corretta scrittura di parole regolari, irregolari e non parole.

Nelle prime fasi di acquisizione della lingua scritta sono spesso presenti difficoltà sia nel recupero della componente ortografica che nel processo di conversione fonema/grafema.
Successivamente tende a permanere un disturbo disortografico più di tipo superficiale.

QUALI SONO GLI ERRORI?

Come si deduce da quanto scritto precedentemente, non tutti gli errori sono uguali.
E’ possibile raggrupparli in tre distinte categorie:

  • Errori fonologici: quando non è rispettato il rapporto tra fonemi e grafemi
    • Scambio d grafema (benna per penna)
    • Omissione o aggiunta di lettere o sillabe (bana per banana, semaforofo per semaforo)
    • Inversione (li per il)
    • Grafema inesatto (magi per maghi)
  • Errori non fonologici: dovuti a difficoltà nella rappresentazione ortografica delle parole
    • Fusione illegale (lago per l’ago)
    • Separazione illegale (in sieme per insieme)
    • Omissione o aggiunta di H (hai miei genitori per ai miei genitori)
    • Scambio grafema omofono (quore per cuore)
  • Altri errori:
    • aggiunta e omissione di doppie (donno per dono, petine per pettine)
    • aggiunta e omissione di accento (rè per re, tiramisu per tiramisù)

Se avete dubbi o riscontrate nei quaderni dei vostri bambini una ricorrenza nell’eseguire gli stessi errori non esitate nel contattare un professionista.
Una presa in carico precoce può favorire un miglior sviluppo delle abilità.


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