Il vocabolario dell’afasia


Com’è che si dice già?
Mannaggia, non mi viene in mente, ce l’ho sulla punta della lingua…

Almeno una volta nella nostra vita ci è successo di sentire le parole sfuggire, avevamo ben in mente cosa volevamo dire, ma non siamo riusciti a trovare il vocabolo appropriato, magari perché eravamo particolarmente stanchi, emozionati, disattenti o stressati.
Per una persona afasica questo è all’ordine del giorno.
Ecco perché ho pensato di creare un piccolo vocabolario, per attribuire il termine corretto alle diverse mancanze che ci capitano in diverse occasioni.

Anomia:

ritardata o mancata rievocazione di una parola necessaria alla designazione di un oggetto, di una attività o qualità.
Es. “Potresti passarmi il…” à l’intenzione comunicativa è il passaggio del telefono da parte dell’interlocutore, ma mentre si formula la richiesta, la parola telefono sfugge, nonostante ci sia la massima consapevolezza e conoscenza di ciò che si desidera.

Circonlocuzione:

“giro di parole” per esprimere qualcosa che potrebbe essere detto in modo più sintetico. E’ una delle strategie usate per far fronte alle anomie. L’elemento lessicale non recuperato (anomia) viene sostituito da un sintagma o da una proposizione che ne descrive il significato.
Es. “Quell’oggetto che si utilizza per fare le chiamate?” per “telefono”.

Conduites d’approche:

correzioni spontanee ripetute con progressivo avvicinamento al bersaglio fonemico (es. “ta… tal… tele…telefono”) o semantico (es. “non è il televisore…non è il telecomando…è…il telefono”).

Neologismo:

produzione di vocaboli inesistenti, privi di apparente significato. I neologismi possono essere distinti in fonemici, in cui vi è un rispetto delle regole fonologiche e fonotattiche di una lingua, ma la parola prodotta non appartiene al lessico e non è possibile attribuirgli un significato, e semantici, dove vi è un’applicazione corretta delle regole morfologiche e, anche se la parola non appartiene al lessico, talvolta è possibile attribuirne un significato.
Es. “fafagono” per telefono

Parafasia fonemica:

sostituzione, omissione, trasposizione o aggiunta di una sequenza fonologica di una parola, che determina modificazioni della forma fonemica.
Es. “felefono” per “telefono”

Parafasia semantica:

sostituzione di una parola con un’altra. Il vocabolo utilizzato non è adeguato ad esprimere il concetto desiderato, ma conserva una relazione semantica con la parola bersaglio.
Es. “telecomando” per “telefono”

Parafasia verbale:

sostituzione di una parola con un’altra non correlata dal punto di vista semantico e lessicale.
Es. “porta” per “telefono”

Parole passe-partout:

parole di significato generico che possono sostituire le parole bersaglio in caso di anomie.
Es. “Passami il coso” per “passami il telefono”


Luzzati et al., 1996. Acchener Aphasie Test (A.A.T.). Giunti O.S.


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